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Conosci Marco Montemagno?
 
È uno Speaker, uno Youtuber e ormai anche un Web Influencer (si chiamano così tutte quelle persone che in seguito alla loro diffusa popolarità sui Social, possono influenzare le opinioni della massa che li segue), che sta diventando sempre più famoso nell'ambito del MIGLIORAMENTO PERSONALE e del Digital Marketing.
Riesce a postare su Youtube e sul suo canale Facebook addirittura un video al giorno, le sue tematiche spaziano dal Digital Marketing, appunto, al commentare libri di Crescita e Miglioramento Personale e intervistare i più importanti personaggi e imprenditori digitali come ZuckerbergAntony RobbinsSeth Godin, e tanti altri.
 
Il 10 Dicembre del 2015, Montemagno pubblica sul suo canale Youtube un video, dal titolo "Tu sei il Migliore", e lo pubblicizza come sempre anche sul suo account Facebook ottenendo migliaia di like e condivisioni.
 
Cos'ha di tanto speciale quel video?
 
Prima di parlarne, te lo inserisco qui sotto, ti consiglio di vederlo prima di proseguire con la lettura dell'articolo :-)

Se effettui una ricerca su Google inserendo il termine "INCONSCIO", al primo posto ti comparirà il sito di WIKIPEDIA, che ti da come definizione: "insieme di tutte le attività mentali che non sono presenti alla coscienza di un individuo. In senso più specifico, rappresenta quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti, rappresentazioni, modelli comportamentali, spesso alla base dell'agire umano, ma di cui il soggetto non è consapevole".
Questa è più o meno la definizione che da circa 100 anni abbiamo di INCONSCIO: "una dimensione psichica che CONTIENE qualcosa di cui non siamo consapevoli".
Sono 100 anni che questo concetto viene passato inevitabilmente a tutti, lo trovi ripetuto sulla maggior parte degli articoli di psicologia, perché OVVIAMENTE viene insegnato nelle Università, lo trovi inserito nelle riviste e nei libri di motivazione e formazione.
 
La verità è che NESSUNO SA cosa sia l'inconscio, e quello che gli psicologi e i ricercatori in neurologia possono fare è solamente IPOTIZZARE modelli di funzionamento.

Esiste un METODO per DEFINIRE e RISOLVERE un problema che ci viene posto?
Spesso quando ci si trova di fronte ad una difficoltà si cerca subito una soluzione. Tuttavia in molti casi la soluzione, invece di eliminare il problema, lo tiene in vita o lo aggrava.
Per non incorrere in SOLUZIONI AFFRETTATE, non pertinenti o non efficaci, è bene soffermarsi sulla DEFINIZIONE DEL PROBLEMA: di che si tratta? È qualcosa che va bene, ma vogliamo migliorare? Il problema rappresenta un mio limite da superare? Un obiettivo da raggiungere? Oppure è una difficoltà da ridurre, un impedimento da rimuovere?
E ancora, è una difficoltà ricorrente, o si presenta solo in qualche caso?
Dipende da noi, dagli altri, dal sistema in cui ci troviamo ad agire?
 
Spesso le persone SI ASSEGNANO COMPITI come conseguenza di specifiche emozioni: SI ASSEGNANO COMPITI PER INVIDIA, o magari PER AMORE, o ancora come conseguenza del PROPRIO SENSO DEL DOVERE o per AUMENTARE IL PROPRIO PRESTIGIO AGLI OCCHI DEGLI ALTRI.

Giara degli obiettivi
Il 2015 è appena finito e il nuovo anno si sta appena dispiegando davanti ai nostri occhi, portando quella ventata di freschezza e di nuovi propositi che rendono l'inizio di ogni nuovo anno un momento particolarmente magico da vivere.
Quando un nuovo anno inizia, porta sempre con sé nuove energie e le persone, almeno idealmente, si mettono nelle condizioni di rinnovare i propri propositi, i propri sforzi e impegno in ciò in cui credono.
Nuove sinergie si formano creando nuove consapevolezze e nuove abitudini di vita.
Ma se l'inizio del nuovo anno porta con sé nuove speranze, quello che accade verso la fine dell'anno è quasi sempre un rinvangare le cose brutte che ci sono accadute, e soprattutto ci vengono alla mente tutti quei bellissimi obiettivi che ci eravamo prefissati di raggiungere ad inizio anno e che non siamo riusciti ad ottenere.
Alla fine di ogni anno ascolto sempre più persone che si compiangono, spesso in famiglia, più spesso tra amici, raccontandosi tutto quello che NON SI È RIUSCITO A RAGGIUNGERE.

palazzo della memoria
L'Essere Umano da sempre ha sentito la necessità di memorizzare nozioni e conoscenze al fine di poterle richiamare alla mente nel momento del bisogno.
Le TECNICHE DI MEMORIZZAZIONE, chiamate anche TECNICHE DI MEMORIA, sono state oggetto di studio fin dall'antica Grecia e trovano il massimo del compimento e della perfezione in quella che si chiama TECNICA DEL PALAZZO MENTALE.
 
Se le TECNICHE DI MEMORIA divengono (forse), oggi meno importanti, a causa dell'utilizzo di cellulari e harddisk portatili, che possono aiutarci nel memorizzare (e trasportare con noi), enormi quantità di informazioni, un tempo conoscere metodi e tecniche per poter organizzare tutta la conoscenza nel proprio cervello significava poter disporre di un potere che ti rendeva superiore a tutti gli altri.
Significava poter disporre di un archivio, una biblioteca mentale, perfettamente ordinata e organizzata, in cui poter depositare qualsiasi tipo di informazione: date storiche, formule matematiche o chimiche, parole straniere, nomi di persone, insomma qualsiasi tipo di informazione, e in un epoca in cui tutto veniva trasmesso oralmente significava davvero disporre di un'abilità non comune.

All'interno del vasto mondo del Miglioramento Personale grande importanza assume quella che si chiama Gestione Emozionale.
 
Per Gestione Emozionale si intendono tutte quelle conoscenze, quelle teorie e quell'insieme di tecniche che si occupano di migliorare il rapporto che le persone hanno con le loro emozioni.
Sicuramente ti sarà capitato diverse volte di vivere una situazione in cui le emozioni che stavi vivendo si sono mostrate d'ostacolo al raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Magari stavi per partire per le vacanze o anche stavi per andare ad una festa ed ecco che, parlando al telefono con un amico, questi ti fa salire il "sangue al cervello", iniziate a discutere per qualche assurdo motivo e dopo averlo salutato malamente, continui a portarti dietro quell'emozione di profondo fastidio per tutto il resto del viaggio e non riesci più a goderti la bellezza di quello che stavi facendo.
 
Se sei un appassionato di Miglioramento Personale saprai bene che in Rete è possibile trovare esercizi e corsi per imparare a convivere meglio con le tue emozioni e a saperle gestire nei momenti difficili.

Buon Anno a te che mi stai leggendo :-)
Questo è il primo articolo del nuovo 2016 e...cade anche di Epifania, visto che pubblico gli articoli ogni mercoledì, quindi ti auguro anche una felice e ricchissima Festa della Befana ;-)
Come hai passato queste feste?
Il 2015 si è concluso come ti aspettavi?
Molte persone a fine anno tirano le somme su ciò che si è riuscito a realizzare e cosa invece ci è sfuggito; abitudine che ritengo molto utile e che ti spingo ad acquisire (se non l'hai già...), perché trovo molto educativo per sé stessi ,che si prenda consapevolezza di quelli che sono stati i propri propositi e ci si posizioni in maniera matura e responsabile per comprendere i motivi che ci hanno impedito di raggiungere ciò che volevamo ottenere.
Inoltre, è sempre importante prendere consapevolezza di ciò che invece si è riuscito a raggiungere, rallegrandosi e perché no, premiandosi in qualche modo; purtroppo spesso le feste passano via senza che nessun momento venga dedicato al pensare a quante cose belle ed importanti siamo riusciti a raggiungere.
Nel prossimo articolo ti anticipo già che parlerò di un modo molto interessante e simpatico per prendere consapevolezza dei tuoi successi raggiunti durante l'anno.
 
In questo articolo, riprendiamo il discorso lasciato in sospeso l'anno scorso... :-) 

Nell'articolo della settimana scorsa hai imparato le basi della gestione efficace delle energie, e hai compreso come, facendo caso a come ti svegli la mattina e aumentando la tua consapevolezza durante i piccoli gesti quotidiani, puoi ridurre enormemente lo stress a fine giornata.
Hai inoltre appreso che la gestione delle energie è strettamente collegata all'estetica degli oggetti che utilizzi, estetica che viene percepita soprattutto a livello inconscio e ha come diretto effetto quello di aumentare il piacere di eseguire i compiti e i lavori che ti assegni durante la giornata.
Se ti sei perso la prima parte dell'articolo ecco il LINK DIRETTO PER LEGGERLO ORA, ti permetterà di comprendere meglio il resto degli argomenti che tratterò in questa seconda parte :-)
 
Quando eseguiamo un lavoro noioso e ripetitivo, oppure fastidioso e magari anche fonte di disagio per noi stessi, utilizzare oggetti esteticamente gradevoli, curiosi, colorati, stimola il nostro inconscio creativo, ci rende più allegri e più pronti a pensare a cose belle, produttive, permettendoci di SINTONIZZARCI MAGGIORMENTE con il nostro lato empatico.

Voglio iniziare questo articolo facendo una premessa importante.
Partiamo da un PRINCIPIO secondo me fondamentale:
 

LA TUA RICCHEZZA INTERIORE È LO SPECCHIO DELLA TUA RICCHEZZA ESTERIORE.

Già!
E non viceversa!
Non ha alcuna importanza ciò che possono opinare i vari para-guru del pensiero New Age!
 
Potremo anche riscriverla così:
 

LA BELLEZZA DEL TUO MONDO INTERIORE DERIVA DIRETTAMENTE DALLA BELLEZZA DEL TUO MONDO ESTERIORE

Come arrivi a fine giornata?
Rispondimi prendendo in considerazione sia la qualità del tuo stato emotivo sia la qualità delle tue energie...
Come sono le tue emozioni quando la sera  ti corichi sul letto per dormire?
Ti senti spossato e senza forze?
Frustrato e sotto stress?
Se le tue giornate ti stancano e arrivi ad accumulare stress vuol dire che c'è qualcosa nel tuo stile di vita che non va nel verso giusto...e quindi è necessario che analizzi meglio il modo in cui gestisci le tue energie, ti serve un po' di Lifestyle Tuning ;-).
L'Essere Umano è calibrato per poter gestire tutte le sue attività nell'arco delle normali 24 ore, nella maniera ottimale.
Quindi a meno che tu non sia uno sportivo o una persona che per lavoro deve utilizzare in maniera intensiva i suoi muscoli (se per esempio fai il manovale, il contadino, o lo scaricatore di merci in qualche magazzino), non puoi considerare normale l'arrivare mentalmente stanco a fine giornata.

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