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rifugio_interiore
Secondo uno studio statistico effettuato nei mesi successivi alla partecipazione ad alcuni corsi di MIGLIORAMENTO PERSONALE, circa il 90% dei partecipanti non riesce effettivamente a “sbloccarsi”, e sebbene la motivazione inizialmente sia alle stelle e l’entusiasmo post-corso rimanga alto nei giorni immediatamente successivi, sono pochissimi i soggetti che riescono ad applicare tutte le conoscenze e le STRATEGIE DEL CAMBIAMENTO apprese nei corsi e a saperle utilizzare con CONSAPEVOLEZZA piena nella propria vita in modo tale da operare un vero e proprio MIGLIORAMENTO PERSONALE.
 
Le motivazioni di questo fenomeno sono state studiate ed analizzate da diversi Team di Psicologi che hanno esaminato i corsi organizzati da diverse aziende nel settore del MIGLIORAMENTO PERSONALE, e sono state fornite diverse spiegazioni.
 
Una delle spiegazioni più diffuse è il concetto di INERZIA.
 
Nella vita siamo continuamente bombardati da mille stimoli; questi stimoli solo in parte li selezioniamo personalmente, la verità è che la maggior parte di questi ci raggiunge con violenza e ci provoca emozioni anche molto forti, non sempre piacevoli, e non siamo noi a poterceli scegliere, ciò che accade è che ce li ritroviamo semplicemente addosso perché è la vita stessa nella sua complessità a spingerci ad affrontare determinate situazioni.
Sappiamo benissimo che non possiamo essere sempre padroni delle situazioni che viviamo, alcune volte dobbiamo costringerci ad andare in determinati posti ed effettuare determinate azioni sicuramente controvoglia.
Chi di voi sceglierebbe felicemente di andare a fare la fila in banca per chiedere un mutuo o un prestito?
Oppure a dover fare quella determinata fila, alle poste o al Comune per pagare o protestare quella determinata multa o quella notifica esattoriale?
Credo quasi nessuno.
 
sinapsi firingCosì la vita ci procura continuamente degli alti e bassi emotivi, e questo continuo altalenarsi di emozioni ci provoca, a livello del Sistema Nervoso, una sorta di assuefazione al meccanismo di “carico” e “scarico” chimico-elettrico, che avviene all'interno delle sue cellule.
Il Sistema Nervoso Centrale funziona grazie a continui passaggi di segnali chimico-elettrici che “accendono” determinate aree del cervello in risposta al vivere determinati contesti e situazioni ambientali.
Il Sistema Nervoso, se subisce continui stimoli con un’ampiezza d’intensità molto estesa (cioè quando passa nel corso delle 24 ore da segnali molto bassi, di quiete, a segnali molto intensi, di “picco”), si abitua a tali stress e l’intensità di “picco” non viene più registrata come situazione “anormale”, “strana”, “emotivamente da ricordare”, ma viene registrata come una consueta condizione dell’essere, come una quotidiana condizione del proprio “stare”.
 
Poiché nei corsi di Miglioramento Personale si tende a far provare ai partecipanti, come conseguenza dell’aver superato le proprie paure e le proprie condizioni limitanti, forti emozioni ed entusiasmi, queste non vengono più, in seguito, ricordate come “speciali”, ma finiscono per rientrare nel normale e consueto alternarsi di “picchi” e “quiete”.
 
Il Sistema Nervoso Centrale conosce già molto bene quelle intensità, ciò che accade è che dopo poche settimane la persona se ne dimentica e ricominciano le sue normali abitudini.
Tutto riprende come se non ci fosse mai stato alcun miglioramento.
Sull'onda di questi studi si sono diffusi tutta una serie di siti web e articoli online che spiegano l’importanza della MEDITAZIONE FATTA QUOTIDIANAMENTE, come momento speciale in cui immergersi per RITROVARE SÉ STESSI, per riappropriarsi del proprio “tempo interiore".
Questo dedicarsi a se stessi, staccandosi dalle emozioni subite e imposte dall'esterno, ha come principale effetto la RICALIBRAZIONE DEL NOSTRO SISTEMA NERVOSO CENTRALE.
 
Persone che meditano anche solo per 20 minuti al giorno (o perfino a giorni alterni), riescono a gestire meglio i “picchi” emotivi e quindi nelle occasioni in cui accadono li riconoscono come momenti EMOTIVAMENTE SIGNIFICATIVI.
In uno stato normale infatti, il Sistema Nervoso Centrale, riconosce le intensità emotive molto forti e se sono piacevoli riesce a memorizzarle per molto più tempo.
 
Parleremo in un prossimo articolo dell’importanza della Meditazione e quali tecniche è consigliabile attuare .
 
Quello che mi preme dire ora, e che, nonostante questi studi siano corretti, non toccano la vera motivazione per cui cosi tante persone si dedichino al Miglioramento Personale ma, poi, cosi poche riescano ad ottenere reali e soprattutto duraturi risultati.

 

“BARRICARE” IL PROPRIO LÓGOS

Nella nostra cultura, soprattutto in ambito famigliare, durante il periodo pre-adolescenziale, tutti noi impariamo, nostro malgrado, che esiste una parte di noi stessi che possiamo celare e proteggere dalla “cattiveria” del mondo esterno.
Quando si hanno 7-8 o 9 anni, i bambini cominciano a condividere le loro prime opinioni sul mondo con i propri coetanei, ma soprattutto con i propri genitori.
In quel periodo cominciano a svilupparsi volontà molto forti e il bambino impara facilmente ad avere “giudizi” propri sulle cose che vede e sente.
Questi “giudizi” ovviamente molto ingenui, costruiscono pian piano la personalità del bambino, e il bambino, nel voler DICHIARARE I PROPRI INTENTI E VOLONTÀ, si trova inevitabilmente a scontrarsi con quello che è volere dei genitori.
A quanti di voi sarà capitato, da molto piccoli, di aver subìto le decisioni dei propri genitori e da queste, come conseguenza, ne è uscito fuori un litigio colossale, sfociato in pianti e singhiozzi?
Credo quasi a tutti.
 
Cosa accadeva allora nella nostra mente?
 
Ciò che accade è che il bambino mentalmente scappa via, si vuole chiudere in camera, magari si infila sotto cuscini e coperte, alla ricerca di una dimensione sicura e di un senso di protezione.
Vi ricordate? :-)
 
Ebbene quel senso di protezione si tramuta in una CONSAPEVOLEZZA; il bambino scopre che il proprio pensiero, il proprio “dialogo interiore”, è un luogo dove nessuno può accedere, neanche i genitori.
Il bambino scopre, intorno ai 7-8 anni, che se dice delle frasi cattive verso i propri genitori, nella sua testa, questi non possono dirgli nulla!
Li dentro può “sfogarsi”!
sgridare bambinaQualsiasi bambino ha provato questa esperienza, magari più e più volte: sgridato dalla mamma o dal papà per qualche marachella, spinto magari al pianto dopo uno schiaffo o qualche punizione, finisce per ritirarsi dentro di sé, anche solo per qualche minuto, nei suoi pensieri, per riflettere su quanto accaduto, per riflettere sulle possibili conseguenze del suo gesto, sull'amore dei genitori forse perduto (è la prima paura dei bambini quando si accorgono di aver fatto qualcosa di male), o magari semplicemente perché arrabbiato con loro per non averlo “compreso”, “capito” davvero.
Il proprio pensiero è, infatti, il luogo dove, senza che nessuno ci insegni esplicitamente a farlo, impariamo dalla vita a ritirarci quando avvertiamo la sensazione che il mondo là fuori è diverso da come vorremmo che fosse, quando le persone con cui dobbiamo relazionarci non ci piacciono fino in fondo ovvero quando non ci sentiamo capiti dagli altri in maniera soddisfacente.
 
Più questi episodi vengono vissuti e sono frequenti da bambini, più tendiamo a considerare fondamentale per il nostro equilibrio, per il nostro benessere psicologico, questo “luogo”, con la conseguenza che creiamo attorno al nostro “pensiero interiore” mura e barriere invalicabili, non permettendo a nessuno di entrarci.
 
L’elemento su cui bisogna riflettere è che più frequentemente ad un bambino capitano episodi di questo tipo, più il suo “luogo interiore” si estende, diviene ricco di sfumature, perché ormai, lì dentro, lui si trova comodo; cresce la sua sensazione di sicurezza, che viene legittimata ogni volta grazie al conforto emotivo che ne deriva.
 
Questo modo di comportarsi col tempo si STRUTTURA in noi e si palesa anche da adulti: magari dopo un’accesa discussione in cui ci si sente feriti si prova l’irrefrenabile impulso a voler “abbandonare” il luogo di comunicazione con l’altra persona per chiudersi in una stanza da soli, ma la vera stanza in cui ci si vuole chiudere non è quella fisica, ma quella interiore.
 
Da bambini la fantasia dà un’ulteriore valore a questo luogo, il proprio pensiero viene ampliato e, esattamente come una stanza reale, ogni bambino impara presto ad “arredarla” anche con personaggi di fantasia.
Ecco che ad un certo punto accade qualcosa di molto importante, si crea una scissione, una consapevolezza molto forte, come una illuminazione improvvisa: esiste il mondo “là fuori” ed esiste il “mondo interiore”, dentro di noi, un mondo che con gli anni dell’adolescenza impariamo incessantemente a difendere contro gli “attacchi” del mondo esterno.
 
Questa scissione può avere diversi gradi d’intensità e in molti casi può portare a vere e proprie patologie psicologiche, ma ciò che ci interessa ora è l’effetto che questo modo di vivere il nostro pensiero può avere quando ci si accosta al Miglioramento Personale.
Per prima cosa deve essere chiaro cosa significa “scissione”.
walter mitty luogo interiorePer un adolescente, che ha imparato a rifugiarsi molto spesso nel suo pensiero per trovarvi rifugio dallo “stress” del mondo esterno, questo modo di fare diventa una vera e propria strategia di salvezza.
Hai compreso che questa dinamica diventa col tempo INCONSCIA, perché già fatta mille altre volte durante l’infanzia: giustificare questo “rifugiarsi” provoca piacere, la ricerca di questo piacere può diventare stimolo per cercare, a sua volta, momenti che lo giustifichino, il piacere per sua natura, una volta ottenuto, viene sempre desiderato nuovamente.
 
Ora, quando diventi consapevole che quel piacere è anche facile ottenerlo (il tuo pensiero, il tuo “chiuderti in te stesso”, è sempre a portata di mano), si vuole difendere quella possibilità a tutti i costi.
 
Si vuole difendere la facilità di accesso a quel piacere, e quando poi avverti la sensazione (anche solo leggera), che qualcuno vuole renderti difficile l’accesso a quel piacere, ecco che si scatena un’altra emozione, questa volta negativa: ostilità (anche e sopratutto inconscia).
Figuriamoci se ci venisse, anche solo per un attimo in mente, che quel qualcuno vuole negarci l’accesso a quel piacere; l’ostilità si trasformerebbe direttamente nel rifiuto totale di quella persona.
 
Questo meccanismo spiega come mai moltissime persone si dicano: «io non voglio cambiare, se piaccio a qualcuno deve prendermi per come sono, senza dirmi come devo essere!», oppure «io voglio cambiare, ma voglio essere io a decidere COME farlo, con che TEMPI, e con quali TECNICHE, nessuno può dirmi come migliorarmi!» (ok, allora fai tutto tu! sei tu il Maestro di te stesso! Peccato che se te lo dici è proprio perché non sei riuscito/a a cambiare nulla), o ancora «nessuno mi può capire meglio di me stesso/a, né PSICOLOGI, MEDICI o MAESTRI DI SAGGEZZA possono conoscermi meglio di me!».
 
In realtà vale proprio l’opposto, sono proprio gli esperti, che essendo fuori dal turbine delle tue emozioni, possono consigliarti al meglio come cambiare te stesso/a, possono dirti quali parti di te stai utilizzando male, se ti stai abbandonando a “capricci” o a “pigrizie”; da solo non puoi vederti perché, come spiegato, RIMANIAMO AFFEZIONATI AL NOSTRO LÓGOS DI PENSIERO.
 

DALL'INTERNO DI NOI, SIAMO IN BALÌA DI UN GIOCO DI SPECCHI, VEDIAMO COSTANTEMENTE CIÒ CHE PROIETTIAMO DENTRO DI NOI, E NON POSSIAMO RENDERCI CONTO CHE LE SOLUZIONI SONO ALL'ESTERNO.

Si può intuire come questo meccanismo sia alla base di moltissimi comportamenti e disturbi della vita sociale diffusi nella nostra cultura.
 
Noi vogliamo migliorarci, ma quando ci affidiamo a qualcuno che ci dice COSA DOBBIAMO REALMENTE FARE, sentiamo un attrito dentro. Magari siamo mossi dalle più grandi intenzioni, proviamo entusiasmo (come nei corsi di Miglioramento Personale citati prima), proviamo anche ammirazione per quella persona, ma appena sentiamo che nel suo processo di farci cambiare ci tocca in qualche nostro “fondamento” (che poi fondamento non è perché lo abbiamo costruito sull'onda di emozioni di “ evitamento” e “protezione” di retaggio infantile), gli chiudiamo tutte le porte, ce ne andiamo e non riusciamo ad evolverci realmente; è molto più facile scegliere, dopo pochi giorni, di ritornare nelle nostre ZONE-COMFORT!
 

Senza l’altro vicino (il MAESTRO, il TRAINER del corso, il MENTAL COACH, ecc) che, COSTANTEMENTE, ci riporta davanti agli occhi I NOSTRI COMPORTAMENTI COME LIMITI, è praticamente impossibile QUALSIASI Miglioramento Personale.

 
Vorrei che questo articolo non rappresentasse un punto di arrivo, ma di partenza, per te che stai leggendo :-)
Con l’augurio che tu possa comprendere l’importanza di avere una GUIDA e di non affidarti sempre a solamente a ciò che TU ritieni giusto o sbagliato da DENTRO DI TE, perché quel “dentro” è costituito anche da tutte quelle DIFESE che hai eretto negli anni, è costituito da tutti i PREGIUDIZI, da tutti quei meccanismi pigri e capricciosi che ti hanno permesso, FINORA, SOLUZIONI FACILI ED IMMEDIATE, soprattutto nella fase pre-adolescenziale e adolescenziale.
 
Commenta qui sotto con le tue esperienze e le tue idee, mi fa molto piacere condividere questo tema con te :-)
 
A mercoledì prossimo. Buona settimana. ;-)
 
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach