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gestione_delle_emozioni
Bentornato nel sito www.studiomepec.it :-)
 
So che la GESTIONE DELLE EMOZIONI è sempre un tema molto interessante per chi come te è appassionato di MIGLIORAMENTO e CRESCITA PERSONALE e così dopo un po' di tempo ho deciso di riprendere in mano l'argomento, per svelarti alcuni segreti che ti renderanno molto più consapevole di come funzionano le emozioni e come riuscire a gestirle al meglio.
In realtà lo spunto me lo ha dato un articolo che era stato postato all'interno di un gruppo FACEBOOK dedicato alla PSICOLOGIA al quale sono iscritto; l'articolo diceva, in breve, che tutti gli studi effettuati nel corso del '900 dagli psicologi sulla GESTIONE DELLE EMOZIONI, hanno messo in luce il fatto che le emozioni NON si possono controllare e che quindi tutti i libri (spesso appartenenti al filone NEWAGE), che spingono le persone ad agire in maniera diretta sulle proprie emozioni insegnano cose inesatte e spesso, come dimostrava l'articolo, anche pericolose e deleterie per la psiche di chi si accinge a sperimentare quel tipo di esercizi, bisogna fare molta attenzione al giocare con la GESTIONE DELLE EMOZIONI perché le emozioni represse PRIMA O POI ti presenteranno il CONTO DA PAGARE!.

Secondo statistiche effettuate in questi anni, un italiano su 6 soffre abitualmente di APATIA, e sperimenta almeno ogni 10 giorni forti condizioni di ANERGIA e ABULIA.
Statistiche effettuate 10 anni fa mostravano un quadro già diverso, si parlava di condizione di APATIA, ANERGIA e ABULIA, solamente per 6 soggetti ogni 100.
In Europa sembra che 60 milioni di persone convivano abitualmente con questa limitante condizione esistenziale, che porta il soggetto ad agire come un automa, senza desideri e senza volontà; trascinato dagli eventi, il soggetto avverte dentro di sé una forte perdita di senso e di interesse per qualsiasi cosa lo circondi.
Sembra quindi che il moderno stile di vita faciliti la comparsa di questa condizione e se non compresa appieno e contrastata in tempo, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile uscirne.
APATIA deriva dal termine greco A-PATHEIN, (alfa privativa + pathein=emozioni), letteralmente "privo di pathos" cioè senza emozioni.
Origine etimologica simile per i termini ANERGIA, che significa mancanza di energia e ABULIA, mancanza di volontà (dal greco BOILÈ che significa appunto VOLONTÀ).

Buon Anno a te che mi stai leggendo :-)
Questo è il primo articolo del nuovo 2016 e...cade anche di Epifania, visto che pubblico gli articoli ogni mercoledì, quindi ti auguro anche una felice e ricchissima Festa della Befana ;-)
Come hai passato queste feste?
Il 2015 si è concluso come ti aspettavi?
Molte persone a fine anno tirano le somme su ciò che si è riuscito a realizzare e cosa invece ci è sfuggito; abitudine che ritengo molto utile e che ti spingo ad acquisire (se non l'hai già...), perché trovo molto educativo per sé stessi ,che si prenda consapevolezza di quelli che sono stati i propri propositi e ci si posizioni in maniera matura e responsabile per comprendere i motivi che ci hanno impedito di raggiungere ciò che volevamo ottenere.
Inoltre, è sempre importante prendere consapevolezza di ciò che invece si è riuscito a raggiungere, rallegrandosi e perché no, premiandosi in qualche modo; purtroppo spesso le feste passano via senza che nessun momento venga dedicato al pensare a quante cose belle ed importanti siamo riusciti a raggiungere.
Nel prossimo articolo ti anticipo già che parlerò di un modo molto interessante e simpatico per prendere consapevolezza dei tuoi successi raggiunti durante l'anno.
 
In questo articolo, riprendiamo il discorso lasciato in sospeso l'anno scorso... :-) 

Voglio iniziare questo articolo facendo una premessa importante.
Partiamo da un PRINCIPIO secondo me fondamentale:
 

LA TUA RICCHEZZA INTERIORE È LO SPECCHIO DELLA TUA RICCHEZZA ESTERIORE.

Già!
E non viceversa!
Non ha alcuna importanza ciò che possono opinare i vari para-guru del pensiero New Age!
 
Potremo anche riscriverla così:
 

LA BELLEZZA DEL TUO MONDO INTERIORE DERIVA DIRETTAMENTE DALLA BELLEZZA DEL TUO MONDO ESTERIORE

All'interno del vasto mondo del Miglioramento Personale grande importanza assume quella che si chiama Gestione Emozionale.
 
Per Gestione Emozionale si intendono tutte quelle conoscenze, quelle teorie e quell'insieme di tecniche che si occupano di migliorare il rapporto che le persone hanno con le loro emozioni.
Sicuramente ti sarà capitato diverse volte di vivere una situazione in cui le emozioni che stavi vivendo si sono mostrate d'ostacolo al raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Magari stavi per partire per le vacanze o anche stavi per andare ad una festa ed ecco che, parlando al telefono con un amico, questi ti fa salire il "sangue al cervello", iniziate a discutere per qualche assurdo motivo e dopo averlo salutato malamente, continui a portarti dietro quell'emozione di profondo fastidio per tutto il resto del viaggio e non riesci più a goderti la bellezza di quello che stavi facendo.
 
Se sei un appassionato di Miglioramento Personale saprai bene che in Rete è possibile trovare esercizi e corsi per imparare a convivere meglio con le tue emozioni e a saperle gestire nei momenti difficili.

molecular_science
Sono molto legato al termine emozione, perché è un termine che porta con sé una bellissima etimologia, infatti deriva da EX-MOVERE, che significa letteralmente "SPOSTARE VERSO L'ESTERNO".
Avrai sicuramente sentito molte frasi comuni che si dicono, legate proprio a questo aspetto delle emozioni, come ad esempio: <<non tenere le tue emozioni dentro di te>>, o ancora <<lui è una persona che tende a reprimere le sue emozioni>><<lascia andare le tue emozioni e rilassati>>, ecc...:-)
 
Come puoi notare ci sono molte frasi popolari che trasmettono proprio questo concetto, le emozioni hanno intrinsecamente la caratteristica di MANIFESTARSIUSCIRE FUORI DA TE, e in effetti non è mai buona cosa REPRIMERE o SOFFOCARE LE PROPRIE EMOZIONI, anzi, l'attitudine a tenere tutto dentro può diventare causa principale di molte patologie che acquistano in questo modo valenza psicosomatica.
 
Personalmente mi piace molto un'altra traduzione di E-mozione, che è "ENERGIA CHE SPINGE ALL'AZIONE"; mi trasmette un'immagine molto più POTENZIANTE e sono sicuro che sarai d'accordo con me su questo fatto: LE EMOZIONI RACCONTANO SEMPRE UN TUO VISSUTO e sulla base di ciò DETERMINANO LO STATO PSICHICO, DI VOLTA IN VOLTA ATTUALE, SU CUI FONDI OGNI TUO GIUDIZIO, FONDI OGNI TUA SCELTA E OGNI TUO COMPORTAMENTO.
 
EMOZIONE->(GIUDIZIO->SCELTA->COMPORTAMENTO)
 
Per una piena comprensione di questo articolo ti consiglio di leggerti l'articolo che ho pubblicato il 28 Gennaio 2015, "IL TONO EMOZIONALE: UN SISTEMA PER COMPRENDERE NOI STESSI", perché in questo articolo ho intenzione di riprendere e continuare, insieme a te, il discorso sulle emozioni, affrontando nuovamente questo importantissimo tema, ma questa volta in una maniera leggermente diversa, voglio approfondire ulteriormente alcuni aspetti legati soprattutto alla biochimica delle emozioni. Per questo motivo se ancora non hai letto quell'articolo, LEGGILO ORA A QUESTO LINK.
 
Ogni esperienza del mondo, attraverso i tuoi cinque sensi, viene elaborata dal cervello e tradotta in un complesso insieme di stimoli biochimici, quello che, per comodità, chiameremo COCKTAIL BIOCHIMICO, cioè l'insieme ESATTO di ORMONI e NEUROTRASMETTITORI che, ESATTAMENTE IN QUELLE SPECIFICHE PROPORZIONI, danno origine alle TUE EMOZIONI.

equilibrio_interioreQualche giorno fa, tornando in treno da un corso di formazione, mi è capitato di ascoltare il dialogo fra due ragazze sedute non lontano da me, che stavano facendo ritorno, molto probabilmente, anche loro a casa, dopo aver partecipato a qualche evento o qualche festival.
Parlavano apertamente di quello che per loro significava acquisire equilibrio interiore e ovviamente nel discorso uscì fuori anche l'idea di cosa significasse vivere seguendo un certo tipo di spiritualità, qualcosa che una delle due ragazze sembrava praticare quotidianamente e che le permetteva di usare verso l'amica un certo tipo di tono, più da esperta....mentre l'altra ascoltava con interesse, intervenendo, di tanto in tanto, per dire la sua.
 
Mi misi a pensare a questo concetto e a quanto fosse importante la sua comprensione; la capacità di mantenere equilibrio interiore nella nostra vita è veramente un'abilità che moltissime persone sentono di non possedere, e consci di questo, si sbattono a destra e a sinistra alla ricerca smodata di questo equilibrio.
 
Rapito da questo pensiero, ho cominciato a vagare per la mia mente, cercando di scovare un filo conduttore che mi permettesse di capire in quanti modi l'uomo finora ha concepito l'idea di acquisire equilibrio interiore.
 
In effetti non è raro che vi possiate imbattere in amici o amiche che da qualche anno si sono incamminate attraverso una qualche forma di pensiero spirituale, più o meno buddhista o indiano, in cui questo concetto viene portato alla luce della coscienza.
Io stesso ho molte amiche che seguono gruppi buddhisti di "preghiera" o come dicono alcuni impropriamente di "sviluppo personale" (come se la religione si occupasse di sviluppare la coscienza del singolo...;-) ...ma soprassediamo!).
Per il buddhismo uno dei concetti principali è quello di equanimità, cioè un particolare stato d'animo che permette all'individuo di trovarsi sempre lontano da emozioni di intensità estrema.
Per un praticante di buddhismo le emozioni rappresentano sempre una qualche forma di attaccamento, questo è il racconto che gli viene fornito, e quindi risulta logico che tutto acquista un senso solo quando il praticante si cimenta in questa ricerca, la ricerca di un particolare stato emotivo che non porta con sé alcuna caratteristica predominante se non quella di essere una non-emozione, che includa in un certo senso l'inizio di tutte le emozione senza essere poi caratterizzato da alcuna intensità particolare; d'altronde quando la tua ideologia ti insegna che le emozioni rappresentano un ostacolo per la tua crescita allora la ricerca di quell'equilibrio interiore diventa il fuggire dalle intensità, dalle caratterizzazioni estreme, dalle emozioni totalizzanti.

platone raffaelloI grandi Maestri del passato ci vengono sempre raccontati come individui "speciali", individui che sapessero operare scelte corrette attingendo a determinate parti di sé; come persone che, quando era necessario prendere delle decisioni o veniva loro chiesto di dirimere questioni, riuscivano a "vedere" i problemi in un modo diverso, in un modo privo di ansie e paure, in un modo privo di compulsività e scelte reattive.
Si potrebbe proprio dire che la caratteristica principale del "saggio Maestro", così come la descrivono più o meno tutti i racconti che ci sono pervenuti, sia proprio quella di saper utilizzare la propria esperienza come una banca dati di risorse, cui poter attingere al momento ed estrapolare le informazioni necessarie per esaminare una determinata questione, nella maniera più "obbiettiva" possibile.
Pensiamo alle storie che sono giunte fino a noi sul saggio Re Salomone che di fronte a questioni delicate e quasi irrisolvibili, riusciva a giudicare e al contempo elargire equità e giustizia fra i contendenti.
Pensiamo a grandi filosofi e saggi orientali come Confucio e Lao Tze che di fronte a guerre e turbolenti intrighi di palazzo, hanno saputo sempre "vedere" il bene nelle persone nonostante vivessero in contesti pieni di pregiudizi e sospetti, e, quando interpellati, hanno sempre saputo trovare soluzioni perfettamente adatte ed inerenti le questioni che dovevano essere risolte.
Le storie ci raccontano che il diventare Saggi coincide proprio con il saper prendere decisioni "senza avere occhi velati da emozioni fuorvianti".
Ma come si può ottenere questa condizione?
Più di 2000 anni di Filosofia della Mente ha determinato che noi come individui non possiamo desiderare una condizione dell'essere che sia priva di qualsivoglia emozione.
Pensaci, anche l'apatia stessa è un' emozione.
È una emozione anche l'equanimità, cioè il vivere con una emozione di fondo che sia sempre perfettamente equilibrata "tra emozioni opposte".
In qualsiasi condizione della mente ci troviamo, quella sarà un'emozione!
Sicuramente non esistono termini linguistici che possano nominare e descrivere TUTTE le emozioni, esse sono infinite, e così ogni lingua su questo pianeta definisce solamente ALCUNE emozioni principali, condivise dalla maggior parte di persone di quella particolare cultura, ad esempio emozioni condivise sono la GIOIA, la TRISTEZZA, la PAURA, l'OTTIMISMO, ecc...

Nel primo articolo che ho scritto e che ho pubblicato il 24 Febbraio 2014, "LA MATRICE DELLE CATEGORIE: CHE SCELTE COMPIAMO NELLE NOSTRE RELAZIONI QUOTIDIANE?", ho introdotto per la prima volta il concetto di ATTUATORE, e tramite degli esempi ho cercato di farti comprendere come essi siano, ogni qual volta ci prefiggiamo di ottenere uno scopo preciso, la "bussola" del nostro quotidiano agire.
Se non hai ancora letto quell'articolo fallo ORA, LINK DIRETTO.
Gli esempi che avevo fatto nell'articolo raccontavano l'utilizzo degli ATTUATORI nel gioco della seduzione uomo-donna, e spiegavano il perché alcune tipologie di ragazze siano attratte da alcuni ASPETTI e altre invece ne valorizzassero altri, presenti nel sesso opposto.
Il concetto di ATTUATORE fa coppia con quello di ATTRATTORE, cioè QUALI ASPETTI realmente ci affascinano del prossimo, all'interno del vasto mondo dei comportamenti.
 
Molte persone, molti ragazzi ad esempio, si impegnano per APPARIRE in un certo modo per poi, successivamente, scoprire che quel "modo" non interessa a nessuna ragazza.
Anche molte ragazze si comportano così; basti pensare a quante teenager si fissano col voler apparire magre quando intorno a loro, ai ragazzi, piacciono ragazze più in carne.
 
Mentre un ATTRATTORE quindi è un elemento che ci affascina, ci seduce, posseduto da qualche altra persona (cioè che CI ATTRAE VERSO DI LUI); un ATTUATORE è una "energia", una forza emotiva, che nasce da una RAPPRESENTAZIONE che ci siamo fatti e che ci spinge a COMPORTARCI o a NON-COMPORTARCI in un determinato modo, in base a ciò che NOI abbiamo ritenuto affascinante per NOI STESSI.
 
Oggi entreremo meglio nello specifico :-)
 
COSA SONO, QUINDI, GLI ATTUATORI?
 
Il concetto di ATTUATORE è di natura prettamente RAPPRESENTAZIONALE, e si potrebbe affermare che la sua comprensione sia di fondamentale importanza all'interno del MIGLIORAMENTO PERSONALE inteso come EVOLUZIONE DEL PROPRIO SÉ.
A questo proposito di consiglio di leggere l'articolo che ho pubblicato il 16 Aprile 2014, "EVOLUZIONE PERSONALE: I TRE LIVELLI DEL MIGLIORAMENTO PERSONALE". LINK DIRETTO.

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